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Michelangelo Galliani ci attende al Frieze di Londra

E' l'emiliano Michelangelo Galliani che fa da apripista al Frieze Art Fair London con la mostra UNDERGROUND FEVER. L'artista ci aspetta dal 4 al 14 ottobre presso The Crypt Gallery di St Pancras New Church.

L’esposizione, presentata dalla galleria londinese Cris Contini Contemporary di Cristian Contini e Fulvio Granocchia con la curatela del Prof. Pasquale Lettieri e coordinata da Sandra Sanson, è la sintesi suggestiva di una serie di opere realizzate negli anni recenti oltre ad alcune opere inedite, tutte impregnate da una profonda essenza spirituale.


Michelangelo Galliani comincia a lavorare come scultore in tenera età, inoltre è oggi docente in Tecniche del Marmo e delle Pietre dure presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.

I suoi frammenti scultorei vengono accostati a metalli come ottone, piombo e ferro, al fine di ottenere un’identità contemporanea e distintiva; attraverso questa tecnica, Galliani enfatizza lo studio che è alla base delle sue opere offrendo composizioni originali che gestiscono abilmente il rapporto tra sculture 3D e superfici piane.

L’artista ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in Italia e a livello internazionale, esponendo in Spagna, Turchia e Cina. Nel 2014 è stato selezionato come finalista all’Open Art Competizione Internazionale d’Arte a Milano. I suoi lavori erano in primo piano nel 2015 all’Expo d’Arte Italiana curata da Vittorio Sgarbi. Ha recentemente vinto il prestigioso Franco Cuomo International Award 2019 nella sezione Arte per la sua originale produzione scultorea e la speciale sensibilità con la quale esplora nuove modalità espressive. Nel 2022 Michelangelo Galliani ha partecipato alla Biennale di Venezia con il Padiglione della Repubblica di San Marino presso Palazzo Donà dalle Rose con il suo progetto Il Giardino Imperfetto.


Oggi, la scelta della location della mostra che sta per iniziare, non è casuale. Storicamente le cripte fungevano non solo come luoghi di sepoltura ma anche come spazi in cui il confine tra vivi e defunti sembra fondersi, offrendo un'effimera opportunità per i primi di riconnettersi con coloro che sono trapassati. Le sculture qui esposte instaurano idealmente un profondo dialogo tra regno della vita e della morte, tra ciò che è e ciò che è stato.


Le opere in mostra testimoniano poeticamente il ciclo ininterrotto dell’esistenza, in cui “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” come sosteneva Lavoisier, dando vita a sculture ipnotiche quali 'Le Vanitas' in cui teschi finemente lavorati in diverse varietà di marmo vedono rinascere la vita attraverso il germogliare di un nuovo ramo dal loro interno.


Sebbene l’artista utilizzi nella maggior parte delle sue creazioni la tecnica del ‘non finito’ per renderle simili ad antichi reperti recentemente scoperti, le loro drammatiche espressioni permettono all’opera di apparire completa all’osservatore. Un effetto rappresentativo potente che rende ogni scultura armoniosamente incorporata e in perfetta simbiosi con l’ambiente che la accoglie, conducendo i visitatori in un percorso trascendente, lungo le camere e i passaggi della cripta.

Un’esperienza arricchita anche dalla presenza di video interattivi che svelano i vari passaggi necessari per la realizzazione delle opere, dalle fasi iniziali come la selezione dei materiali fino al meticoloso processo di creazione e definizione finale.


Nel testo critico della mostra il prof. Pasquale Lettieri dichiara: “Nelle opere di Michelangelo Galliani nessuna forma può essere letta nella sua interezza, dato che l’artista non solo mutila, in più travolge, perché tutto emerge da una memoria complessa fatta d’intrecci ed interferenze, in cui l’unità esplode in molteplicità avvolgenti ed enigmatiche. Raffinatissimo nella tecnica, anche quando lavora con materiali impegnativi come il marmo, Galliani compone storie che poi diventano la storia, esplorando l’invenzione del tempo attraverso il passare della vita dell’uomo, fatto esistenzialmente biologico, alla vita dell’umanità, fatto esistenzialmente biografico e quindi l’entrata in una fase superiore dell’esistenza sociale”.


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