Maria Grazia Chiuri presenta la sua prima Couture per FENDI
- Giulia Mulonia
- 23 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Per la sua prima collezione Couture per FENDI, Autunno/Inverno 26-27, Maria Grazia Chiuri immagina la libertà innocente e sensuale, senza malizia, di una ragazza tedesca che attraversa la Roma della fine degli anni Settanta in quella archeologia dei fashion film che è Histoire d’eau (evocazione ironica di Histoire d’O, di Pauline Réage:) di Jacques De Bascher, commissionato da Karl Lagerfeld per la sua prima collezione ready-to-wear da FENDI nel 1977.

Credits Fendi press office
E' una couture rassicurante fatta di trasparenze, ricami contemporanei, linee nette e pochi fronzoli; Chiuri alla parola -desiderio- aggiunge sensualità, erotismo, libertà. E poi piacere.
La collezione asseconda il corpo. Sono abiti che non costringono, ma si muovono al ritmo dei movimenti a volte spavaldi, a volte trattenuti. Scivolano sul corpo, lo accarezzano: sono leggeri come quelli in chiffon a intarsi a righe nel bianco e nero. La perimetrazione della forma kimono per giacche, soprabiti da donna e da uomo, diventa dichiarazione di un modo di vestire fluido, in materie come il velluto, il grain de pudre. Senza forzature. Come l’abito che scolpisce il corpo, senza corsetto, solo attraverso l’uso del drappeggio.
Chiuri fa dialogare i diversi atelier. Organismi vivi, luoghi di raccolta delle diverse stanze, in cui saperi e capacità si confrontano e progrediscono in una dimensione collaborativa che rielabora costantemente quel linguaggio magico e allo stesso tempo scientifico che è la couture. Vengono costruiti una serie di pezzi agiti nella sottrazione: la pelliccia è una piuma: righe bianche e nere trattenute dal tulle. Una venere in pelliccia che avanza sensuale e divertita. Il tulle è struttura anche di mantelli, cappe tracciati da arabeschi che diventano, foglie, piume, fiori di pelle, di pelliccia, di tessuto. Sulle spalle degli uomini sono coperta, riparo, capanna: la varietà della pelliccia può evocare farfalle. La pelle traccia labirinti sul bianco di un cappotto double in cachemire. La designer interpreta il suo ruolo come espressione di una progettualità ampia, senza confini, in cui la Couture può essere la più attuale forma di sperimentazione vestimentaria in un dialogo che ascolta quei corpi e quelle menti che la abitano.
Credits Fendi Press Office































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