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Recap Haute Couture: la settimana dei debutti che ha riscritto l'alta moda

Da Schiaparelli che apre con "The Abyss" al boudoir di Armani Privé, passando per i primi passi di Piccioli da Balenciaga e la seconda prova di Blazy da Chanel: cosa resta della couture week di Parigi.


Trenta maison in calendario — erano ventisette la scorsa stagione — e una densità di debutti che non si vedeva da anni: la Paris Haute Couture Week andata in scena dal 6 al 9 luglio non è stata una semplice sfilata di abiti da sogno, ma il primo vero banco di prova del nuovo assetto creativo del lusso.


Schiaparelli apre con "The Abyss" Daniel Roseberry inaugura il calendario con una collezione nata, per sua stessa ammissione, da un vuoto creativo. Il risultato è una discesa negli abissi del surrealismo di Elsa: via sete e raso, dentro latex e silicone lavorati con tecniche sartoriali nobili. L'estetica fetish incontra l'atelier, e il cortocircuito funziona. Dior secondo Jonathan Anderson al Musée Rodin, trasformato in un'oasi di felci arboree e legno laccato. Anderson prosegue la sua riscrittura della maison: ispirazione dalla scultrice Lynda Benglis, forme scolpite e organiche, plissé metallizzati e pizzi che evocano il mondo naturale. La storica giacca Bar si "liquefa" tra frange verde foglia, ruches morbide e drappeggi in lamé argento.


Credits IG @dior


Chanel, il secondo atto di Blazy. Matthieu Blazy firma la sua seconda collezione couture per Chanel al Grand Palais, giocando con l'ironia del quotidiano: sui capi compaiono perfino Post-it ricamati, manifesto di una couture che non si prende troppo sul serio pur restando altissima nell'esecuzione.


Credits IG @CHANELOFFICIAL


Il debutto più atteso è Piccioli da Balenciaga: Pierpaolo Piccioli porta in scena la sua prima haute couture per Balenciaga, una lezione di rigore di Cristóbal incontra la sensibilità romantica dell'ex direttore creativo di Valentino.


Credits IG @balenciaga


La couture non conosce crisi: mentre il prêt-à-porter rallenta, l'abito su misura conquista una clientela milionaria in crescita. E questa stagione dice che il ricambio generazionale ai vertici creativi — Anderson, Blazy, Piccioli, Lantink — è ufficialmente entrato nella fase operativa. I prossimi mesi diranno chi ha convinto anche le clienti, oltre alla critica.

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