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Luce, Camera, Azione - Antonio Marras e la sua SS24

Antonio Marras, un film sulla Primavera Estate 2024.

Ispirato a “L’estate di Joe, Liz e Richard”: “Everything I learned I learned from the movies. Tutto quello che ho imparato l’ho imparato dai film.” (Audrey Hepburn).

Nel set di sfilata allestito come vari studi cinematografici si alternano attori, attrici, lavoranti, dive, segretaria di produzione, costumista, segretaria di edizione, assistente personale, sarta, regista, produttore, coordinatore del set, ciakkista, fonico macchinista, comparse e modelle e modelli e aspiranti attrici. Tra kaftani evanescenti e ondivaghi, abiti couture, vestaglie, tailleur sartoriali strizzati in vita, look maschili over, spolverini, pencil skirt, tubini e abiti da grand soirèe drammatici e divini. Abiti croccanti dai colori dei macaron. Pizzi chantilly, valenciennes, macramè, intarsi, ricami, perline, paillettes tutte a ruches, tulle plissè e flocckati, pied de poule, vichy, prince de galles, pois e righe, gessati e damaschi. E cotoni. Mazzi di rose e rose piazzate, onde, stampe acquellate e fanè. Ecrù, sabbia, nacre, polvere e nero, tanto nero e lilla, giallo, rosa e celeste. Maglia intarsiata e tridimensionale, pelle, costumi e jersey. Tutto insieme, un muoversi di camera, taglia e cuci di inquadrature e scene e l’arte dell’improvvisazione. Il cinema non è un mestiere per deboli di cuore.

“Sono solo un narratore, e il cinema sembra essere il mio mezzo. Mi piace perché ricrea la vita in movimento, la esalta. Per me è molto più vicino alla creazione miracolosa della vita che, per esempio, un libro, un quadro o la musica. Non è solo una forma d’arte, in realtà è una nuova forma di vita, con i suoi ritmi, cadenze, prospettive e trasparenze. È il mio modo di raccontare una storia.” (Federico Fellini).


“Credo profondamente in quel linguaggio essenzialmente visuale che è il cinema e arrivo a dire che un film dovrebbe essere compreso dagli spettatori anche se questi non conoscessero la lingua originale. Ritengo che il cinema sia forma d’espressione molto più potente del teatro... e anche della televisione, perché è reazione collettiva. Il grande schermo ricopre un ruolo in questo fenomeno. Quando la gente guarda un film al cinema è più concentrata.” (J. Losey).







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